Le canzoni di Francesco Guccini per la sartoria del carcere di Bologna (COMUNICATO STAMPA)
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[vc_row][vc_column][vc_column_text]Quattro versi tratti da alcune delle canzoni pi√π famose di Francesco Guccini, illustrate e serigrafate su t-shirt, shopper e zainetti confezionati dalla sartoria Gomito a Gomito all'interno della Casa Circondariale di Bologna.
I prodotti - in edizione limitatissima - sono disponibili per l'acquisto sul nostro sito.
Il ricavato servirà a sostenere il lavoro della Cooperativa Sociale Siamo Qua, una piccola cooperativa che da oltre dieci anni opera nel carcere di Bologna per favorire la formazione di una capacità professionale e dare un lavoro alle persone che lì stanno scontando una pena.
La realizzazione
La realizzazione dei prodotti è stata resa possibile dalla generosità di Francesco Guccini dalle Edizioni EMI Music Publishing Italia srl che hanno autorizzato l'uso dei versi. È la prima volta che Francesco Guccini permette che i suoi versi siano stampati al di fuori delle pagine di un libro, né storicamente ha mai fatto pubblicità ad alcun prodotto. Le ragioni della sua adesione a questa iniziativa le spiega in una serie di video in cui conversa con la coordinatrice della sartoria Enrica Morandi:“Se queste parole delle canzoni entrano in queste magliette, in queste borse, in questo “merchandising”, e tutto va fatto a questo buon fine, a me va bene. Io non ci guadagno niente, ma se così metto la mia “arte”, le mie parole, a vantaggio di un’ottima causa, lo faccio molto volentieri”.Nei video Guccini racconta anche delle visite ad alcuni istituti penali, da quelli agli istituti minorili a inizio carriera, fino concerti nelle carceri. Di quelle esperienze ricorda il concerto dell'interno del carcere di Fossano, in provincia di Cuneo:
“Era una domenica pomeriggio ed è stata un'esperienza incredibile. L'appuntamento era fissato per le tre e mezza o le quattro e non si è presentato nessuno perché a quell'ora c'erano le partite. C'è stato un gelo iniziale abbastanza sostenuto. Poi quando ho fatto la Canzone di notte che dice 'il libertario è sempre controllato dal clero e dallo stato' c'è stato un applauso clamoroso e li si sono sciolti”; e quello nel carcere di Porto Azzurro, all'isola d'Elba: “Mi ricordo che quando entravi poi alle tue spalle si chiudeva il portone e pensavo: io stasera riesco, ma questa gente qua no”.Scegliere le frasi da stampare sulle borse e sugli altri prodotti non è stato facile, se si considera che Guccini ha scritto più di 160 canzoni.
La selezione
La selezione delle quattro frasi da imprimere sui prodotti di Gomito a Gomito la spiega ancora Enrica Morandi:“Riflettendo sulla nostra realtà, cioè sul carcere, abbiamo scelto alcuni versi che un po' rappresentano la nostra attività di volontari, e anche l'aspettativa che il nostro impegno suscita nelle persone con cui lavoriamo”.
- Don Chisciotte è un inno a noi cavalieri erranti-volontari di imprese impossibili, che da tanto tempo e senza mezzi portiamo avanti un'impresa come questa. Don Chisciotte chiede retoricamente a Sancho se sia giusto tirarsi “indietro/perché il Male ed il Potere hanno un aspetto così tetro?/ Dovrei anche rinunciare ad un po’ di dignità/… accettare che sia questa la realtà?” per darsi l’unica risposta possibile, quella di perseverare: “Sputeremo il cuore in faccia all’ingiustizia giorno e notte/ siamo i “Grandi della Mancha”, Sancho Panza e Don Chisciotte!”.
- La Locomotiva l'abbiamo scelta per le immagini e per le “…parole che dicevano gli uomini son tutti uguali”, che si incaricano di rappresentarci e comunicarci un senso di giustizia. Inducono a una vocazione umanitaria libera e coerente nel rispetto sempre della persona. E' un testo travolgente, motivante e intenso ad oltre 50 anni dalla sua uscita. Lo sentiamo un po’ nostro. Siamo convinti che la persona non sia solo il suo errore.
- Poi c'è Canzone di notte n. 2 che recita l’ormai famosa frase “Scusate non mi lego a questa schiera morrò pecora nera”. Sono oltre dieci anni che noi non solo non buttiamo via la chiave, ma scommettiamo in un progetto che dà un’altra opportunità alle persone ristrette. In armonia con la nostra Costituzione operiamo nel carcere da volontari, come una minoranza. Rispetto all'utopia di sconfiggere il male ed il potere dei cavalieri erranti-volontari, abbiamo la consapevolezza dell’uguaglianza di diritti di tutti gli uomini e le donne.
- E per finire, in una sorta di chiusura circolare, c'è l'ultima frase tratta da Il vecchio e il bambino. Il bambino non riesce a comprendere ciò che il vecchio racconta. Il vecchio lo sa e chiede al bambino di immaginare. Il bambino lo ascolta, non capisce e gli dice “mi piaccion le fiabe raccontane altre”.
Anche a noi piacciono.
Illustrazioni e grafiche
- Della giovanissima Giuditta Fornasari.
Per informazioni
- press@gomitoagomito.com
- Enrica Morandi +39 348 8503893