La sartoria

Il laboratorio sartoriale Gomito a Gomito viene aperto nella sezione femminile della Casa Circondariale Dozza di Bologna nel dicembre del 2010, all’interno di un progetto che ha coinvolto l’Amministrazione penitenziaria e la Cooperativa Siamo Qua, con l’ausilio dell’ufficio del Garante dei diritti delle persone private della libertà personale.

Perchè Gomito a Gomito? Il nome dice tante cose, oltre alla dislocazione geografica: il carcere di Bologna si trova in via del Gomito, ma sono lo spazio “ristretto” e l’affollamento tipici di una struttura detentiva che vengono superati dalla contiguità quotidiana di chi entra tutti i giorni in laboratorio e da coloro che dall’esterno aiutano a sostenere il progetto.

Le detenute che lavorano in sartoria provengono da un percorso di formazione organizzato entro le mura della struttura carceraria. Questo progetto vuole dare l’opportunità alle detenute di acquisire una nuova dimensione professionale ed un lavoro dignitoso e retribuito, con la speranza che questa esperienza di formazione e di lavoro possa essere sfruttata una volta tornate ad uno stato di piena libertà.

Poter impiegare il tempo in modo costruttivo e sperimentare la propria creatività e manualità; riacquistare fiducia in se stessi; condividere entusiasmo e gioia nel lavorare assieme per raggiungere i risultati prefissati. Questi sono gli obiettivi del nostro progetto, anche sullo sfondo dall’art. 27 della Costituzione.

Tutti i prodotti confezionati in sartoria sono legati dallo stesso filo conduttore: recuperare, attraverso idee originali e sempre nuove, materiali considerati di scarto, per dare ad essi una seconda vita.

Utilizziamo materiali che ci vengono donati da aziende, associazioni, negozi, cittadini. L’attenzione che si riserva al “non spreco” e all’utilizzo di materiali non più̀ commerciabili non è una mera ricerca di risparmio, ma una politica che si vuole perseguire per tutta la conduzione del laboratorio.